«60 milioni di uomini, donne e bambini ha creato una nuova, immensa comunità nel consesso internazionale. Uno su sei non ha più identità, cittadinanza, sostegno dal welfare, diritto allo studio e alla salute. Una vera nazione che vive ammassata nei campi profughi, nei centri di identificazione, in quelli della Croce rossa e dalla Caritas. Sopportata ma esclusa dai paesi ospitanti, cerca scampo e un futuro lungo quelle che sono chiamate le 7 rotte della Speranza.» La Repubblica

«La guerra piace soltanto a chi non l’ha mai vissuta.» Erasmo da Rotterdam

Basta guardare un telegiornale la sera per farsi prendere dallo sconforto, dal senso di impotenza e dalla rabbia. Eppure qualcosa possiamo fare. Qualcosa dobbiamo fare. Per questo ho deciso di intraprendere una ricerca approfondita, andando a verificare di persona cosa e come possiamo fare qualcosa.

Parto oggi con Emergency – associazione italiana indipendente e neutrale, nata nel 1994 per offrire cure medico-chirurgiche gratuite e di elevata qualità alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà. Sono stata a due incontri informativi da Emergency e ho imparato moltissime cose. Quelle che mi stanno più a cuore possono essere riassunte così: dalla sua nascita a oggi, Emergency ha curato oltre 6 milioni di persone in 16 Paesi. | Emergency promuove una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani. | L’impegno umanitario di Emergency è possibile grazie al contributo di migliaia di volontari e di sostenitori.

 

emergency

 

Tentare di spiegare esattamente cosa fa Emergency significa parlare di cose estremamente concrete che vengono fatte perchè PURTROPPO esiste la guerra

Emergency costruisce e gestisce:
ospedali dedicati alle vittime di guerra e alle emergenze chirurgiche,
centri per la riabilitazione fisica e sociale delle vittime delle mine antiuomo e di altri traumi di guerra,
posti di primo soccorso (FAP – First aid post) per il trattamento immediato dei feriti,
centri sanitari per l’assistenza medica di base,
centri pediatrici,
poliambulatori e ambulatori mobili per migranti e persone disagiate,
centri di eccellenza.

Emergency:
forma il personale locale secondo criteri e standard di alto livello professionale,
realizza progetti di sviluppo nei paesi in cui opera,
organizza corsi di formazione professionale per i pazienti mutilati e disabili.
Insomma si parla di cose molto concrete, fatte davvero, con un bilancio totalmente tracciato. E allora cosa è possibile fare per sostenere Emergency? Si può diventare volontario, si può fare una donazione, si può tesserarsi annualmente ad Emergency, si può diffondere una cultura di pace e impegnarsi ad informarsi con cura non fermandosi alle notizie che “ci arrivano”.

Tutte le donazioni a favore di Emergency sono fiscalmente deducibili o detraibili secondo i limiti indicati dalla legge, purché siano effettuate attraverso bonifici bancari, versamenti in conto corrente postale, assegni circolari o bancari intestati ad Emergency Ong – Onlus recanti la clausola “non trasferibile”, carte di credito, anche prepagate.

Come vedete qui qualcosa lo possiamo fare davvero. Pensateci, ma fatelo.